Francesca Baldini - "la galleria degli artisti" by Giuseppe Russo

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Francesca Baldini

Ha frequentato l’Istituto d’arte di Ancona diplomandosi in architettura e arredamento.

Ha approfondito il disegno a mano libera, in particolare il chiaroscuro a matita; per alcuni anni ha sperimentato la tecnica olio su tela, poi ha scoperto l’acquerello frequentando i corsi del Maestro Fausto Duca, dove ha trovato l’interpretazione più vicina per espletare la sua personalità.

Nelle frequenti parteciopazioni a mostre e rassegne ha ottenuto consensi critici, premi e riconoscimenti.

Gavardiana

Galleria Seperdoté

Mostra collettiva di Arti visive


francesca-baldini@virgilio.it

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Francesca Baldini: paesaggi e nature morte, silenzio e solitudine, bellezza di un canto sospeso, sommesso, che sembra sul punto di perdersi.

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Quando si considerano le opere pittoriche di questa artista può venire in mente che l’aria e forse le nuvole siano alla base di tutte le cose. I suoi dipinti sono leggeri e gli argomenti che propongono levitano nella mente, pare siano evocazioni, motivi chiamati al presente chissà da quale stagione della vita.
La tecnica dell’acquerello le è congeniale, essa è il tramite per esprimere nel migliore dei modi una sensibilità acuta, una personalità ricca di grazia e cultura, che ha il sorriso mitigato da un velo di malinconia. Tutto è subito chiaro e leggibile, realizzato con quella sicurezza che i colori ad acqua richiedono.
Questi non consentono ripensamenti e correzioni, non accettano incertezze. Sono vivi, spesso trasparenti, lasciano intravedere la profondità delle emozioni. Non è dato in- contrare, nei quadri, i tentativi pericolosi dell’astrazione, né le avventure di un pensiero senza destino. Le immagini sono fedeli al vero, lo rispettano. E comunque il vero è anche, forse soprattutto, quello interiore. L'autrice è da valutare quale realista e nello stesso tempo intimista.
I suoi paesaggi e le nature morte raccontano il rapimento spirituale della contemplazione. È come se nell'angolo di mondo considerato, come se in quella spiaggia, ad esempio, nel movimento di quel mare, nella luce di quel cielo si dilatasse il significato del suo stesso spirito vitale.
I colori sono tenui, inafferrabili come il tempo. E però, poiché attraggono per la loro inusitata ariosità, hanno la capacità di imprimere tracce tenaci di dolcezza.
Certe foglie sono contessute con colori morbidi e si levano delicatamente nel contesto di luce dello sfondo. Sono proprio figlie dell’aria e di quella luce.
(Maria Lucchi)

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